vendere la birra
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Francesco selicato

5 accorgimenti per vendere la birra in un pub senza forzare la vendita

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Ormai lo sappiamo tutti, aprire un pub oggi, tutto sommato, è più semplice rispetto al passato. Quello che resta davvero complicato è gestirlo nel tempo. Ed è proprio da qui che nasce il tema di oggi, capire davvero come vendere la birra in un pub.

Non basta avere qualche birra alla spina messa lì per dovere, magari affiancata da etichette introvabili o blasonate, se poi nessuno varca la porta del locale. Se fosse solo una questione di prodotto, molti pub lavorerebbero sempre pieni. La realtà è che vendere la birra passa da una serie di fattori spesso invisibili e poco tangibili. Atmosfera, dialogo, fiducia, percezione. Tutti elementi che non compaiono né sul menù né sul bancone, ma che incidono in modo diretto sugli incassi.

Il pub, prima ancora di essere un’attività commerciale, è uno spazio sociale. È il posto dove le persone entrano per staccare, rilassarsi, sentirsi parte di qualcosa. In questo contesto, la birra diventa il filo conduttore di un’esperienza. Capire come vendere la birra significa capire come farla vivere nel modo giusto, senza forzature e senza meccanismi artificiali, lasciando che le persone restino volentieri attaccate al bancone.

Chi mi segue da tempo lo sa. Questo è uno di quegli argomenti su cui mi soffermo sempre con piacere. Da addetto ai lavori e da publican che sono stato per anni, scrivere di queste dinamiche è quasi una forma di tutela per tanti colleghi in tutta Italia. Quindi continua a leggere, perché l’argomento di oggi è più interessante di quanto possa sembrare.

⏳ Hai poco tempo? Ecco i 3 punti riassunti al volo:

  • Vendere la birra in un pub non è vendita diretta, ma costruzione di esperienza, fiducia e relazione con il cliente.
  • Atmosfera, bancone, ascolto e coerenza dell’identità contano più del numero di spine o delle etichette in carta.
  • Quando il cliente si sente a proprio agio e ascoltato, la birra si vende da sola, in modo naturale. 

Lo scenario dei pub in Italia

Prima di entrare nel vivo della tematica è giusto fare chiarezza su quello che oggi, più che mai, è il panorama dei pub in Italia. Negli ultimi anni l’offerta si è ampliata, la cultura birraria è cresciuta e il pubblico è diventato più attento. Oggi il cliente medio ha assaggiato più stili e tipologie di birra, ha sentito parlare di birrifici e conosce alcune differenze di base. Questo non significa che sia un esperto, ma che ha più strumenti rispetto al passato.

vendere la birra - birra

Allo stesso tempo la concorrenza è aumentata. Pub a tema, brewpub, taproom e locali ibridi che uniscono cucina, cocktail e birra convivono spesso nello stesso territorio. In questo scenario il rischio più grande è pensare che basti avere di più rispetto agli altri. Più spine, più etichette, più rotazioni. In realtà, molto spesso questa abbondanza genera confusione e finisce per mettere in difficoltà anche le casse del locale.

Il cliente entra con poco tempo e con la semplice voglia di stare bene, e in quel poco tempo dobbiamo esserci noi. Se si sente spaesato davanti a una proposta poco leggibile o a un bancone che non comunica, difficilmente tornerà. Il pub che oggi funziona non è quello che mostra tutto, ma quello che sa scegliere, raccontare e accompagnare. Oggi più che mai ci troviamo davanti a uno scenario che ribalta le regole a cui eravamo abituati. Non a caso si parla sempre più spesso di pub che tornano a essere veri pub di quartiere, posti felici e sicuri in cui sentirsi a casa.

Vendere la birra dietro l’esperienza

Quante volte abbiamo risposto al telefono, magari all’ennesimo depuratore d’acqua, trovandoci davanti a una vendita insistente nel momento meno opportuno della giornata. Succede spesso. Ora capovolgiamo lo scenario e portiamolo dentro un pub. Immaginiamo di varcare la porta del nostro locale preferito e, appena entrati, il publican che ci punta e ci propone con insistenza una birra. Ecco, non credo sia una bellissima esperienza.

Questo serve a dire una cosa molto semplice. Nel pub la vendita non avviene quasi mai in modo diretto. Nessuno entra pensando di farsi vendere qualcosa. Le scelte nascono da sensazioni, da micro interazioni, da dettagli che spesso sembrano irrilevanti. La birra scorre mentre il cliente osserva il bancone, ascolta una conversazione, percepisce il clima del locale.

vendere la birra - clienti

Un sorriso sincero vale più di una spiegazione tecnica. Una domanda fatta bene vale più di una proposta forzata. Il publican diventa mediatore di un’esperienza, non un semplice erogatore di prodotto. Quando chi sta dietro al bancone trasmette sicurezza e passione, il cliente si fida. E quando c’è fiducia, la vendita avviene in modo naturale.

Anche l’ambiente fa la sua parte. Luci, musica, spazi, ritmo della serata. Tutto contribuisce a creare una predisposizione positiva. Una birra bevuta nel contesto giusto viene percepita come migliore, anche a parità di qualità. È qui che si gioca gran parte della partita. La vendita non è mai isolata, è sempre il risultato di un insieme coerente di elementi.

La prima cosa da fare è mettere a proprio agio il cliente, azzerando ogni sensazione di pressione e nutrendolo di ciò che il locale sa offrire. Anche se può sembrare poesia, basta davvero crederci per riempire un pub. Non è l’unico elemento, certo, ma è uno di quelli che non temerà mai la concorrenza.

Cinque accorgimenti da mettere in pratica subito

Arrivati a questo punto è giusto entrare nel concreto e sviscerare cinque accorgimenti a costo zero, o forse anche meno di zero, che si possono applicare in qualsiasi pub per migliorare il modo di vendere la birra e creare quel match giusto con il cliente, che in quel momento sta scambiando denaro per un’esperienza, non per una semplice bevuta.

Sicurezza e formazione

È uno degli elementi cardine, e lo è per qualsiasi lavoro in cui si scambia denaro con esperienza. Spesso viene dato per scontato, soprattutto quando entra un nuovo collaboratore in squadra, e invece è proprio lì che nasce il problema. Essere al cospetto del cliente significa avere polso in tutti i sensi. Saper anticipare una scelta, farsi percepire come un punto fermo, trasmettere sicurezza attraverso una formazione adeguata. Quel messaggio arriva dritto al cliente sotto forma di affidabilità. E diciamolo chiaramente, chi vorrebbe farsi consigliare una birra da qualcuno che dall’altra parte del bancone trasmette incertezza.

Il ruolo del bancone

Il bancone è il cuore pulsante del pub. È il punto in cui si decide cosa bere e spesso anche come ci si sente. Anche quando poi ci si siede al tavolo, il passaggio dal bancone è quasi sempre inevitabile. Bastano pochi secondi per osservare le birre, annusare l’atmosfera e capire che tipo di posto è. Proprio per questo è un momento fondamentale. Un bancone va curato, vissuto e presidiato. Fa la differenza, un bancone silenzioso e spento comunica distanza, uno vivo invita al dialogo.

Coerenza dell’offerta

Se un pub sceglie un’identità precisa, deve portarla avanti in ogni decisione. Non è un’idea astratta, è ciò che viene definito identità coerente. Quella che, col tempo, tranquillizza la mente del cliente quando pensa a quel locale. Birre, cibo, comunicazione, servizio. Quando tutto va nella stessa direzione, il cliente percepisce autenticità. E l’autenticità vende molto più di qualsiasi slogan.

vendere la birra - spillatura

L’ascolto attivo

Chiedere cosa piace, come ci si sente, che tipo di serata si sta vivendo non è mai tempo perso. È costruzione di relazione. Chi sceglie di fare il publican, o di lavorare in un locale a contatto con il pubblico, sceglie di far parte di quella categoria che io chiamo gli eroi della notte. Responsabili delle esperienze e delle emozioni di chi varca la porta. Un cliente che si sente ascoltato è molto più disposto a fidarsi di un consiglio e ad uscire dalla propria comfort zone.

Il valore del racconto

Non serve raccontare tutto, ma raccontare bene. E spesso raccontare proprio quello che il cliente, in quel momento, ha voglia di ascoltare. Detto così può sembrare strano, ma significa saper leggere chi hai davanti e adattare il dialogo alle sue sensazioni. Un aneddoto sul birrificio, una scelta fatta con criterio, una birra legata a un momento preciso. Il racconto dà profondità al bicchiere e lo rende memorabile.

Conclusioni

Siamo arrivati alla fine di questo ragionamento che, ancora oggi, mi capita spesso di affrontare girando per pub in tutta Italia. E con piacere devo dire che incontro sempre più colleghi che già applicano questi principi, magari in modo naturale, senza nemmeno pensarci troppo. È chiaro che non bastano solo cinque accorgimenti e, allo stesso tempo, non basterebbe un articolo intero per raccontare tutto quello che ruota attorno a questo mondo.

Vendere la birra in un pub, in realtà, non è vendita. È scambio di esperienza, sensazioni e tranquillità. Se ci pensiamo bene, l’ultima cosa che facciamo davvero è bere la birra. Prima viene tutto il resto. L’atmosfera, il dialogo, il sentirsi a proprio agio. Eppure, ancora oggi, c’è chi sostiene che la birra la venda il brand. Ricordo perfettamente quando, anni fa, mi fu detto che montando una determinata insegna fuori dal locale avrei avuto la fila al bancone. Ovviamente non è andata così. Perché il pub non lo fa la birra, lo fa l’identità che si costruisce giorno dopo giorno, tassello dopo tassello. E solo dopo, in modo naturale, si vende anche più birra.

Tornando al valore del racconto, mi viene in mente un episodio che non ho mai dimenticato. Una sera entrò al bancone un signore visibilmente arrabbiato, chiuso, senza alcuna voglia di dialogare. Più che interessato alla birra, sembrava interessato solo a sfogarsi. Per rompere il ghiaccio gli proposi quella che chiamai una birra a sentimento. Gli chiesi cosa fosse successo. Mi rispose che aveva appena litigato con la moglie. A quel punto gli proposi una birra che potesse accompagnare quel momento e farlo stare meglio. Era una Belgian Strong Ale. Da quel piccolo gesto, apparentemente insignificante, nacque un’abitudine. Quella persona iniziò a tornare quasi ogni sera e a fermarsi al bancone.

Se sei arrivato fino a qui e anche tu gestisci un locale, scrivimi le tue dinamiche nella sezione contatti del blog. Sarà un vero piacere scambiare considerazioni tra colleghi.

E mi raccomando: bevi sempre consapevolmente.

Francesco

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FRANCESCO SELICATO

Beer Blogger per passione, amante della birra per vocazione. Sul mio blog racconto e trasformo qualsiasi birra nella migliore esperienza sensoriale possibile.

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