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Francesco selicato

5 errori nel bere birra che facciamo quasi tutti

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(più veloce di una pinta)
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Bere una birra è probabilmente una delle cose più semplici che possiamo fare. Apriamo una bottiglia o una lattina, oppure aspettiamo che arrivi la nostra pinta al tavolo, e iniziamo a bere senza farci troppe domande.

In fondo è anche questo uno degli aspetti che ho sempre apprezzato della birra, non ha bisogno di grandi cerimonie per essere goduta e riesce a inserirsi con naturalezza praticamente ovunque, dal tavolo di un pub alla cena con gli amici.

Eppure ci sono alcuni errori nel bere birra che facciamo molto più spesso di quanto immaginiamo e che possono cambiare, anche parecchio, quello che percepiamo nel bicchiere.

Non sto parlando di regole da sommelier della birra da imparare a memoria e nemmeno voglio trasformare una birra in un esame. Sarebbe esattamente il contrario del modo in cui considero questa bevanda.

Parlo di piccole abitudini quotidiane, alcune talmente diffuse da sembrarci assolutamente normali, che possono impedirci di apprezzare completamente aromi, profumi, schiuma e caratteristiche della birra che abbiamo scelto.

La cosa divertente è che probabilmente almeno uno di questi cinque errori lo abbiamo commesso tutti, me compreso.

Vediamo quali sono i 5 errori nel bere birra che facciamo quasi tutti!

⏳ Hai poco tempo? Ecco i 3 punti al volo:

  • Bere direttamente dalla bottiglia, eliminare la schiuma o servire qualsiasi birra ghiacciata può limitarne aromi, profumi e caratteristiche.
  • Anche il bicchiere conta: deve essere soprattutto pulito correttamente, perché residui e impurità possono compromettere schiuma e qualità della bevuta.
  • Non fermiamoci sempre al primo sorso: temperatura, aromi e percezioni cambiano durante la bevuta e qualche minuto in più può farci scoprire una birra diversamente. 

Bere sempre direttamente dalla bottiglia o dalla lattina

Quante volte ci è capitato?

Apriamo una bottiglia o una lattina appena tirata fuori dal frigorifero e iniziamo a bere direttamente da lì. Se siamo a casa, a una festa oppure durante una situazione particolarmente informale è probabilmente uno dei gesti più spontanei che possiamo fare.

Non succede nulla di drammatico, naturalmente, ma se vogliamo davvero capire cosa stiamo bevendo il bicchiere cambia parecchio l’esperienza.

Quando versiamo la birra possiamo innanzitutto osservarne il colore, la limpidezza e la formazione della schiuma, ma soprattutto permettiamo agli aromi di raggiungere molto più facilmente il nostro naso.

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Quando beviamo direttamente dal collo di una bottiglia o dall’apertura di una lattina questa possibilità viene inevitabilmente limitata.

Non significa che dobbiamo portarci dietro il bicchiere perfetto ogni volta che apriamo una birra. Se abbiamo davanti qualcosa che vogliamo assaggiare e comprendere meglio, però, versarla in un bicchiere è probabilmente il primo gesto da fare.

Provate anche semplicemente a bere la stessa birra prima dalla bottiglia e successivamente dal bicchiere. Potreste accorgervi che la differenza è molto più evidente di quanto immaginiamo.

Pensare che la schiuma sia birra rubata

Questa probabilmente è una delle discussioni più vecchie che possano nascere davanti al bancone di un pub.

“Me la riempi un po’ di più?”

Dietro quella richiesta spesso c’è l’idea che la schiuma occupi spazio che potrebbe essere utilizzato da altra birra e che quindi un bicchiere riempito fino all’orlo rappresenti automaticamente un servizio migliore.

In realtà la schiuma non è un nemico da eliminare, una corretta mescita favorisce una liberazione controllata dell’anidride carbonica e permette la formazione della testa di schiuma, contribuendo anche all’esperienza aromatica e alla sensazione che avremo durante la bevuta.

Naturalmente ogni stile ha caratteristiche differenti e non possiamo immaginare la stessa quantità di schiuma per qualsiasi birra, ma chiedere sistematicamente un bicchiere completamente pieno fino all’orlo non significa necessariamente ottenere una birra servita meglio.

La prossima volta che davanti a noi arriverà una pinta con una bella schiuma compatta, prima di pensare che qualcuno ci abbia tolto qualche centimetro di birra, proviamo semplicemente a berla come è stata servita. Quella schiuma fa parte del bicchiere molto più di quanto spesso siamo disposti ad ammettere.

Bere qualsiasi birra praticamente ghiacciata

Su questo punto credo che molti di noi abbiano costruito negli anni un’associazione quasi automatica, birra ghiacciata uguale birra buona.

Soprattutto durante l’estate è comprensibile desiderare qualcosa di fresco, ma esiste una bella differenza tra una birra servita fresca e una birra talmente fredda da riuscire a percepire poco di quello che contiene.

Le temperature estremamente basse possono attenuare la nostra percezione di aromi e sapori. Il risultato è abbastanza curioso, compriamo magari una birra particolare proprio perché vogliamo scoprirne le caratteristiche e poi la beviamo a una temperatura che rende molto più difficile riconoscerle.

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Non tutte le birre, inoltre, dovrebbero essere bevute alla stessa temperatura, una lager fresca e leggera e una birra molto strutturata, complessa e alcolica raccontano mondi completamente differenti e servirle esattamente nello stesso modo avrebbe poco senso.

C’è poi il famoso bicchiere congelato, quello che arriva al tavolo completamente ricoperto di ghiaccio e che nell’immaginario di qualcuno rappresenta ancora il massimo del servizio. In realtà un bicchiere congelato può raffreddare ulteriormente una birra già fredda, riducendo la nostra capacità di percepirne il gusto e provocando anche una formazione eccessiva di schiuma.

Fresca sì, congelata per principio magari anche no.

Sottovalutare completamente il bicchiere

Non dobbiamo necessariamente avere una credenza piena di di bicchieri da birra come Teku, coppe, pinte inglesi, boccali, flute e bicchieri dedicati a ogni singolo stile per bere bene una birra.

C’è però una caratteristica sulla quale non dovremmo scendere a compromessi, il bicchiere deve essere pulito bene. Sembra una banalità finché non ci troviamo davanti a una birra servita in un bicchiere con residui di grasso, detergente o altre impurità.

La pulizia può influenzare la formazione e la persistenza della schiuma e, di conseguenza, anche il modo in cui la birra si presenta e viene percepita.

C’è persino un piccolo indizio che possiamo osservare mentre beviamo. In un bicchiere correttamente pulito la schiuma tende spesso a lasciare tracce sulle pareti man mano che il livello della birra scende, formando quelli che vengono comunemente chiamati Merletti di Bruxelles.

Non serve diventare investigatori ogni volta che ordiniamo una pinta, ma il bicchiere è molto meno secondario di quanto sembri.

Possiamo avere davanti una birra prodotta magnificamente, conservata correttamente e spillata nel modo giusto, ma se l’ultimo passaggio avviene dentro un bicchiere sporco una parte di tutto quel lavoro rischia di andare persa proprio a pochi centimetri dalla nostra bocca.

Decidere se una birra ci piace dopo il primo sorso

Questo è probabilmente l’errore meno tecnico dei cinque, ma personalmente lo considero uno dei più interessanti.

Primo sorso: “Non mi piace.”

Succede soprattutto quando scegliamo qualcosa di molto diverso dalle birre che beviamo abitualmente. Magari troviamo un amaro nella birra più pronunciato, un’acidità che non ci aspettavamo, una tostatura intensa oppure semplicemente un aroma che il nostro palato non riconosce immediatamente.

La prima reazione può essere quella di decidere subito che quella birra non fa per noi. Qualche volta sarà davvero così e non c’è assolutamente nulla di male. Non dobbiamo farci piacere una birra soltanto perché qualcuno ci ha detto che è straordinaria.

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Altre volte, però, vale la pena concederle qualche sorso.

Anche perché mentre beviamo la temperatura cambia leggermente, gli aromi possono diventare più evidenti e soprattutto il nostro palato ha il tempo di adattarsi a qualcosa che magari non conosceva. Mi è capitato più volte di assaggiare birre che al primo sorso non riuscivo a comprendere e che qualche minuto dopo avevano iniziato a raccontarmi qualcosa di completamente diverso.

Bere con curiosità significa anche questo, concedersi il tempo di capire prima di decidere, poi possiamo tranquillamente arrivare alla conclusione che quella birra non ci piace.

E va benissimo così.

Conclusioni

Potremmo continuare ancora a lungo parlando degli errori nel bere birra, dalla conservazione sbagliata agli abbinamenti, passando per il modo in cui versiamo una bottiglia o scegliamo il bicchiere.

La verità, però, è che non vorrei mai trasformare il piacere di bere una birra in un manuale di istruzioni.

Conoscere alcuni piccoli accorgimenti può aiutarci a godere meglio quello che abbiamo davanti e soprattutto a comprendere perché la stessa birra possa sembrarci completamente diversa cambiando temperatura, bicchiere o servizio.

Poi esiste la vita reale, quella nella quale apriamo una bottiglia direttamente dal frigorifero mentre prepariamo una grigliata, beviamo dalla lattina durante una festa, lasciamo scaldare troppo la pinta perché stiamo parlando oppure ci dimentichiamo completamente di analizzare aromi e schiuma perché al tavolo qualcuno ci sta facendo ridere.

E sapete cosa penso? Va bene anche così.

Possiamo imparare a bere meglio senza perdere quella leggerezza che rende la birra una delle bevande più conviviali che esistano.

Perché possiamo sbagliare bicchiere, temperatura e persino eliminare qualche centimetro di schiuma, ma la birra migliore resta quella bevuta con le persone a cui vogliamo bene, quando di tutti questi errori, semplicemente, non ci importa più nulla.

Alla fine il bicchiere conta, quello che succede intorno molto spesso conta ancora di più.

E mi raccomando: bevi sempre consapevolmente!

Francesco

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FRANCESCO SELICATO

Beer Blogger per passione, amante della birra per vocazione. Sul mio blog racconto e trasformo qualsiasi birra nella migliore esperienza sensoriale possibile.

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