Podere La Berta - lattine
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Francesco selicato

Podere La Berta Craft Beer, dalla terra alla birra senza scorciatoie

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Podere La Berta Craft Beer è uno di quei progetti che non nascono per inseguire il mercato, ma per rispondere a un’esigenza interna. L’esigenza di chi arriva dal mondo agricolo e vitivinicolo e sente il bisogno di applicare lo stesso approccio anche alla birra. Non parliamo solo di produzione, ma di cultura, territorio e scelte consapevoli.

Il progetto prende forma tra Romagna e Toscana, due territori diversi per carattere e sensibilità, ma uniti da una profonda tradizione agricola. Podere La Berta nasce proprio da questo dialogo e costruisce la propria identità come birra di fattoria e di cantina, rileggendo i grandi stili classici e lasciando spazio alla sperimentazione, senza mai perdere il contatto con la terra.

Sono birre pensate per essere bevute con naturalezza, dietro il bancone di un pub, dopo una partita giocata nel fango o davanti al mare. Birre che non cercano l’effetto speciale, ma un’identità riconoscibile e coerente.

Ed è proprio di questa identità che parleremo oggi, di Podere La Berta e del suo legame profondo con due mondi diversi che qui trovano un punto di incontro naturale.

Dal vino alla birra, nascita e visione di Podere La Berta

Podere La Berta Craft Beer prende forma come progetto birrario tra il 2015 e il 2016 grazie all’intuizione della famiglia Poggiali, imprenditori attivi sia in ambito portuale sia vitivinicolo. Il birrificio nasce come ramo d’azienda del progetto vitivinicolo già esistente, con un’idea molto chiara fin dall’inizio.

Podere La Berta - esterno

L’obiettivo è creare una diversificazione reale dal mondo del vino a quello della birra, mantenendo però intatta l’anima agricola e produttiva del progetto. La scelta è quella di diventare un birrificio agricolo, lavorando con orzo autoprodotto e valorizzando le materie prime che ruotano attorno al Podere, a Brisighella in Romagna, e alla Fattoria di Fèlsina, realtà storica del Chianti Classico Berardenga.

L’impianto produttivo viene collocato in Toscana, mentre la Romagna rappresenta una parte fondamentale dell’approccio agricolo e dell’identità di Podere La Berta. Due territori che dialogano costantemente, pur restituendo risposte e sensibilità diverse, ma complementari.

Nei primi anni il focus è fortemente orientato verso il mondo belga e farmhouse. Una scelta naturale per chi arriva dal vino e ha dimestichezza con fermentazioni complesse, lieviti espressivi e birre che non puntano all’immediatezza. Saison, birre agricole e interpretazioni legate alla tradizione belga diventano il cuore del progetto. Birre che non cercano di piacere a tutti, ma che vogliono portare la birra alle persone senza banalizzarla.

Podere La Berta - impianto

L’approccio enologico si riflette in modo evidente anche nella ricerca sugli affinamenti in botte e nello sviluppo delle Italian Grape Ale. In questo ambito la produzione è affidata a Marco Mignola e al team di cantina di Fèlsina, all’interno di un progetto specifico che prende il nome di Fèlsina Birrificio. Qui il mondo della birra e quello del vino si incontrano in modo diretto, mettendo a frutto competenze e sensibilità costruite in anni di lavoro in cantina.

Accanto a questa anima agricola e belga, Podere La Berta lavora con grande attenzione anche sulle lager e su alcune interpretazioni degli stili inglesi. Un terreno delicato, dove pulizia, equilibrio e rigore tecnico fanno davvero la differenza. Qui entra in gioco il lavoro di Gloria De Pietri, head brewer del progetto, che grazie a importanti esperienze maturate all’estero padroneggia con eleganza e precisione due delle scuole più complesse del panorama brassicolo.

Podere La Berta - produzione

La sua mano si riconosce nella capacità di rispettare gli stili senza irrigidirli, lavorando sulla bevibilità e sulla finezza del profilo aromatico. Le lager e le incursioni di matrice anglosassone non nascono per stupire, ma per dimostrare che anche la semplicità apparente richiede competenza, sensibilità e una visione chiara.

Un altro punto fermo del progetto è la scelta di non moltiplicare le referenze. Niente decine di birre, ma poche etichette pensate, seguite e migliorate nel tempo. Una filosofia che oggi appare ancora più evidente. Fare meno birre, valorizzarle di più e lavorare sulla qualità complessiva del progetto.

Tra le birre più rappresentative spiccano le Saison, diventate una vera firma del birrificio grazie all’uso attento di lieviti, frumento e avena. Accanto a queste, una delle etichette simbolo è Acsé. Una lager da quattro gradi che nasce con l’idea di creare un’alternativa italiana alle classiche Landbier e Keller tedesche. Il claim “La volevamo fare così” racconta alla perfezione il metodo Podere La Berta. Non inventare nuovi stili, ma trovare nuove strade all’interno di quelli esistenti.

Podere La Berta Acse'-birra

Acsé utilizza ingredienti italiani come farro e segale, è non filtrata e gioca su una complessità che non si impone, ma accompagna la bevuta. È una birra pensata per l’estate, facile da bere, ma tutt’altro che semplice, capace di farsi ricordare senza mai risultare invadente.

Conclusioni

Podere La Berta Craft Beer è un progetto che, a mio avviso, ha un’anima romantica e dimostra come il mondo agricolo possa dialogare con quello brassicolo in modo originale e soprattutto consapevole. Qui il passaggio dal vino alla birra appare quasi come una naturale continuità di pensiero, più che come un cambio di rotta.

L’esperienza vitivinicola diventa uno strumento per leggere la birra con occhi diversi, rispettando i tempi, le materie prime e il territorio. La direzione è chiara. Meno birre, più identità e più valore, senza scorciatoie.

In un panorama spesso affollato e rumoroso, Podere La Berta sceglie una strada più silenziosa ma solida. Una strada che passa dalla terra, dall’esperienza diretta e da una visione capace di guardare lontano senza dimenticare da dove tutto è iniziato.

Ed è forse proprio questo il segreto di questa realtà, che in punta di piedi continua a muoversi, una pedina alla volta, ma sempre con basi ben salde.

E mi raccomando: bevi sempre consapevolmente.

Francesco

Immagine di FRANCESCO SELICATO

FRANCESCO SELICATO

Beer Blogger per passione, amante della birra per vocazione. Sul mio blog racconto e trasformo qualsiasi birra nella migliore esperienza sensoriale possibile.

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