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Francesco selicato

Navigli Craft Beer è il pub di quartiere che non ti aspetti a Milano

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(più veloce di una pinta)
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Oggi siamo a Milano che, come sempre, resta schietta e sincera. Non fa sconti a nessuno, o ci sguazzi dentro oppure sogni di scappare. E questa sensazione si sente soprattutto quando passi dai Navigli, dove ti travolge quella doppia velocità che ormai rappresenta la città. Da una parte il flusso di turisti che riempiono il Naviglio Grande, dall’altra la vita di quartiere fatta di riti, abitudini e persone che scelgono i loro posti del cuore per stare bene.

Navigli Craft Beer vive esattamente nel punto in cui queste due anime si incontrano. È affacciato su uno degli angoli più iconici di Milano, una zona ricca di passaggio ma anche un vero crocevia per chi Milano la respira ogni giorno.

La storia che sto per raccontare è interessante e, per certi versi, anche molto diversa da quello che ci si aspetta da un locale in questa zona.

Continua a leggere.

Di cosa parliamo in questo articolo?

Navigli Craft Beer

Iniziamo col dire una cosa semplice. Qui non ci inciampi per caso, qui ci vieni apposta. Perché sai già dove stai entrando, anche se la zona vive nel pieno del flusso turistico. Navigli Craft Beer resta un pub di quartiere dentro il cuore turistico di Milano, un contrasto che crea subito carattere.

Navigli Craft Beer --Esterno

È quel posto che unisce due mondi solo in apparenza lontani. C’è la velocità del pubblico local, quella dei residenti che passano dopo il lavoro, degli amici che si ritrovano, di chi cerca un pub che parli davvero la lingua della birra artigianale senza compromessi. È un catalizzatore di socialità, uno di quei luoghi in cui la gente torna, si riconosce e diventa parte dell’ambiente.

E poi c’è la velocità turistica. Ma non il turismo mordi e fuggi. Lo racconta bene Andrea, oggi publican e gestore del Navigli Craft Beer. Qui arriva chi vuole bere bene, chi cerca la birra artigianale vera, chi non si accontenta del primo locale trendy accanto al ponte. Qui si beve con consapevolezza a tutti gli effetti, perché Navigli Craft Beer attira un pubblico preparato, curioso e con un’idea precisa di ciò che desidera.

Il locale esiste da anni, ma oggi il timone è nelle mani di Andrea, che porta avanti una vision limpida, servire birra artigianale bene, sempre. E guidare il cliente senza essere invasivo, senza complicare le cose.

Il locale apre dalle diciassette all’una, (weekend dall’ora di pranzo) seguendo il ritmo costante del quartiere e della zona. E a fare davvero la differenza qui è la birra, quella con la B maiuscola, una sorta di Gardaland del luppolo, un parco divertimenti per chi ama bere bene.

Navigli Craft Beer---birre

Alla spina ci sono quindici birre più tre pompe, per un totale di diciotto spine attive. Sì, diciotto. Ed è tutto refrigerato come si deve e come dovrebbe essere. A completare l’offerta c’è una selezione di bottiglie e lattine che spazia tra birre acide, birre senza glutine e birre low alcol, così da coprire praticamente ogni desiderio.

Quello che mi ha colpito di più è la taplist, che non è mai statica. Sembra un organismo vivo, cambia spesso, porta novità, introduce chicche e allo stesso tempo offre certezze. Una combinazione che conquista i clienti abituali e fidelizza chi ama alcuni stili specifici e vuole scoprirne sempre una nuova versione.

Navigli Craft Beer--birra

Navigli Craft Beer è diventato, nel tempo, il pub che il suo pubblico voleva. Non perché abbia rincorso le mode, ma perché ha osservato, capito e migliorato ogni dettaglio quando serviva. Quel qualcosa che ogni volta si rinnova senza perdere identità è la vera firma del locale. Non tradisce mai la sua natura, ma non rimane mai fermo.

L’identità differenziante, come dicevamo all’inizio, qui è chiara. Una taplist che accontenta tutti, ma regala sempre la chicca per il cliente affezionato. Quel dettaglio che ti fa alzare le sopracciglia e dire con convinzione che qui ci sanno fare.

Conclusioni

Ho trascorso una serata da Navigli Craft Beer e mi sono sentito uno dei local, uno di quelli che abitano due fermate più in là o comunque in zona. C’era qualcosa nell’aria che incollava tutto, un mix di vibrazioni, accoglienza e birra fatta come si deve. Il classico mood che ti fa dire che sì, qui potrei tornarci più spesso.

Durante la visita ho colto una cosa che mi ha colpito, il cliente medio qui è molto preparato ed è una scommessa vinta. Il lavoro fatto negli anni dal publican è stato premiato e l’ho visto con i miei occhi nella tranquillità con cui il personale serve birra a chi sa già cosa sta bevendo.

Forse il segreto sta proprio in questo, trattare i clienti come vorrebbe essere trattato lui. È quello che fa Andrea e alla lunga è ciò che costruisce un locale solido, riconoscibile, autentico.

Ho respirato lo spirito del pub di quartiere con un’anima craft forte e chiara.

Se sei sui Navigli e vuoi bere birra artigianale fatta bene, Navigli Craft Beer è il posto giusto. È un tempio della birra artigianale dentro una delle zone più caotiche di Milano, un rifugio per chi ama bere consapevole e per chi vuole capire come un pub possa diventare una piccola comunità.

Mi viene da pensare a un pub che da anni fa quello che deve fare, senza fronzoli, senza rumore, puntando sulla qualità e sulle persone. E alla fine è sempre questo che fa la differenza.

Ora tocca a te, conoscevi già questo locale sui Navigli? Dimmi la tua qui sotto!

E mi raccomando: bevi sempre consapevolmente!

Francesco

Immagine di FRANCESCO SELICATO

FRANCESCO SELICATO

Beer Blogger per passione, amante della birra per vocazione. Sul mio blog racconto e trasformo qualsiasi birra nella migliore esperienza sensoriale possibile.

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