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Francesco selicato

Intervista a Filippo Poletti a Bolle di Malto debutta il format Parola a Bolle

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L’articolo di oggi è piuttosto curioso e, per certi versi, anche inedito, con quella sensazione che possa uscire un attimo dalle solite righe per poi rientrarci leggendo fino in fondo. Stavolta ti porto un’intervista a Filippo Poletti, un nome che forse conosci già.

Giornalista affermato, conosciuto come il volto più noto su LinkedIn e spesso definito l’influencer delle buone notizie. Ma cosa c’entra con il mondo della birra?

La risposta non è così scontata, e ti porterà dentro una storia che lega comunicazione e passione brassicola in modo inaspettato.

Beh, qui entra in gioco Bolle di Malto, festival giunto alla decima edizione che avrò modo di raccontare meglio. Studiando la manifestazione e le sue mille sfaccettature, ho intercettato Filippo e ne è nata un’intervista inedita pre-evento. Non a caso, sarà lui a presentare il nuovo format “Parola a Bolle” e a condurre le interviste con sei realtà del food&beverage nella splendida cornice di Piazza Duomo a Biella, dando voce ad aziende come Amica Chips, Pasticceria Massera, Riso Gallo, Centovigne, Ponti e Lauretana.

E siccome la curiosità è un vizio che non mi abbandona, ho deciso di partire al contrario. Prima l’intervista a Filippo Poletti, così da conoscerlo meglio e portare qui il suo punto di vista.

E credimi, alcune cose che mi ha raccontato ti faranno vedere il festival con occhi diversi.

Se conosci già il festival o se vuoi scoprirne di più, prenditi qualche minuto e leggi questo articolo fino alla fine.

Di cosa parliamo in questo articolo?

Intervista a Filippo Poletti

  • “Filippo, sei definito il giornalista delle buone notizie su LinkedIn. Come ti sei costruito questo ruolo così particolare in Italia?”

In effetti oggi sono il giornalista più seguito nel nostro Paese e ogni giorno condivido una buona notizia legata al mondo del lavoro. Lo faccio senza saltare un giorno dal 5 maggio 2017 e col tempo ho allenato la mia community a cercare e riconoscere il lato positivo della professione. Tutto è iniziato quasi per caso, anche se le coincidenze hanno il loro fascino. Il 5 maggio, giorno in cui ho avviato questa avventura, è anche il compleanno di LinkedIn, nato nel 2003. Mi piace pensare che sia stato un segno del destino, una data che ha legato il mio percorso alla piattaforma sin dall’inizio.

  • “Il tuo nuovo format Parola a Bolle unisce foodtelling e beveragetelling. Come li spiegheresti a chi non ha mai sentito questi termini?”

Raccontare il cibo e raccontare il bere non significa scattarsi un selfie o pubblicare un reel come spesso si vede oggi. Con Parola a Bolle vogliamo andare oltre la superficie e spiegare davvero il come e il perché nascono le eccellenze del cibo e del bere italiano. È un modo per dare valore alle storie che stanno dietro a ogni piatto e a ogni bicchiere, rendendo protagonisti chi li crea e chi li porta sulle nostre tavole.

  • “Qual è il segreto per raccontare il cibo e le bevande senza fermarsi alla superficie?”

Il segreto per andare oltre è dare voce ai protagonisti del gusto italiano. A mio avviso ci sono tre parole chiave che descrivono bene l’evento: famigliarità, qualità e territorialità.

Famigliarità significa che dietro ogni grande prodotto ci sono famiglie che tramandano saperi da generazioni. Che si tratti di vino, riso, aceto o acqua, le storie di queste aziende dimostrano come tradizione e famiglia camminino sempre insieme.

Qualità vuol dire attenzione a ogni dettaglio, dalla scelta delle materie prime al rispetto dei tempi di lavorazione. È ciò che rende unico il gusto italiano e che permette a ogni prodotto di distinguersi.

Territorialità significa legame con le radici. Molti prodotti nascono proprio grazie alle caratteristiche uniche dei territori italiani e raccontano la nostra storia e la nostra cultura. È questo intreccio tra cibo, bevande e territorio a rendere speciale ogni esperienza, proprio come avviene anche con la birra.

  • “Come nasce l’idea di portare ‘Parola a Bolle’ proprio a Bolle di Malto?”

L’idea nasce dal desiderio di raccontarsi e confrontarsi, condividendo belle storie dentro un grande festival nazionale. È la prima volta che questo format esce da LinkedIn e approda in un festival di portata nazionale, trasformandosi in un salotto vivo e aperto al pubblico e ai protagonisti del gusto.

  • “Quando hai scelto le aziende ospiti, qual è stato il criterio principale? Storia, prodotto, legame col territorio… o altro?”

Io credo che il cibo e il bere non debbano solo essere mangiati o bevuti, ma anche approfonditi. Vengo dal mondo della musica e so bene che un brano non si ascolta una volta sola, ma si riascolta, si riflette, ci si medita sopra. Con Parola a Bolle vogliamo fare lo stesso: spiegare come e perché nasce il gusto italiano, andando oltre la semplice degustazione.

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  • “Hai sul palco nomi come Amica Chips, Riso Gallo, Ponti, Lauretana… c’è un filo rosso che le unisce?”

Sì, ci sono diverse macro aree che si intrecciano e un filo rosso che le unisce tutte, ed è l’acqua. La birra è fatta per il 94% di acqua, le patatine, ancora intere, vengono lavate con acqua, il vino ne contiene, l’aceto arriva al 95% e anche la farina dei Torcetti ha bisogno di acqua. È il minimo comune denominatore di ogni prodotto.

Un altro elemento che li lega è la fermentazione, che entra in gioco in diversi di questi processi, dall’aceto alla birra. E poi c’è la popolarità, perché parliamo di alimenti e bevande conviviali, accessibili e informali, capaci di mettere tutti a tavola con lo stesso entusiasmo.

  • “Puoi anticiparci un aneddoto o una curiosità che racconterai e che sorprenderà il pubblico?”

Un aneddoto curioso riguarda Amica Chips. Pochi sanno che il fondatore e presidente, Alfredo Moratti, è da sempre un grande tifoso juventino. Da ragazzo ha giocato a calcio con il Savoia, indossando la maglia numero 9 fino ai 18 anni, e non mancava mai di andare allo stadio a vedere la Juve. Tra i suoi ricordi c’è anche un incontro con Gianni Agnelli, altro simbolo della squadra bianconera. Non è un caso che in passato l’azienda abbia scelto proprio alcuni grandi juventini come testimonial. Amica Chips nasce in provincia di Mantova, ma il legame con il Piemonte e con la Juventus è sempre rimasto forte.

E se ci pensi, è un po’ come la birra, può nascere in un luogo, ma porta con sé storie, passioni e legami che vanno oltre i confini geografici. Proprio come uno stadio pieno di tifosi uniti dalla stessa maglia, anche un bicchiere di birra sa creare comunità attorno a un sapore condiviso.

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  • “Il format nasce dentro un evento dedicato soprattutto alla birra. Secondo te, cosa accomuna la birra e le altre eccellenze del gusto italiano?”

Il segreto sono i lieviti, i veri artigiani invisibili. Nella birra sono loro a renderla ciò che è, senza lievito non avremmo birra. Allo stesso modo ogni azienda presente a Parola a Bolle ha il suo ‘lievito’, quell’elemento nascosto che dà vita e carattere a un prodotto. È questo il filo che lega la birra alle altre eccellenze del gusto italiano.

  • “Come vedi oggi il mondo della birra artigianale in Italia, dal tuo punto di vista di narratore di storie imprenditoriali?”

A me appassiona tantissimo, soprattutto perché dietro la birra artigianale ci sono storie di fare e di passione. Mi piace ascoltarle, mi definisco un cercatore delle storie alla Monet con le orecchie lunghe, un po’, se posso permettermi, come Buddha con le orecchie lunghe perché resto in silenzio e accolgo quello che i maestri birrai e gli artigiani hanno da raccontare. È lì che trovo la vera ricchezza di questo mondo.

  • “Se dovessi raccontare una birra con il tuo stile ‘beveragetelling’, da dove partiresti?”

A me piacciono le birre beverine e dissetanti. Penso subito alla birra Blanche 620 Passi del birrificio di Gorgo, in provincia di Udine. Il nome è curioso perché richiama il perimetro delle mura antiche di Marano, che misuravano appunto 620 passi. Un dettaglio che racconta la storia e il legame dei fondatori con il loro territorio, e che rende questa birra ancora più affascinante.

  • “Qual è il sapore o la birra che più ti rappresenta?”

Mi piace molto l’Arsura dello stesso birrificio, una birra estiva, una Golden Ale chiara ad alta fermentazione. Dentro ci sono note di cereali, luppolo, miele e crosta di pane. La sento dissetante e sincera, e la sincerità per me è un valore fondamentale, anche quando si raccontano storie.

  • “Se dovessi fare un brindisi a ‘Parola a Bolle’, a chi o a cosa sarebbe dedicato?”

Lo dedicherei al fare bene e al lato positivo della vita. Un’altra mia passione, parlando di birra, è il mondo del whisky e delle distillerie artigianali. Più di vent’anni fa mi occupavo di cronaca, e scrivere di vino non era considerato un argomento da prima pagina. Quando capitava l’occasione di visitare un’azienda andavo volentieri, perché capii che senza entrare in cantina non puoi davvero comprendere la differenza tra un prodotto e un altro. È lì che nasce il racconto autentico. Il mio invito è venire in piazza e scoprire con questi incontri cosa c’è dietro ai prodotti. Racconteremo grandi famiglie e grandi storie di gusto.

Conclusioni

Quest’anno Bolle di Malto spegne dieci candeline e io ci sarò per tutti i giorni. Questa volta non mi limiterò a raccontare l’evento prima che inizi, ma ho voluto portare già in anteprima qualche curiosità inedita come il nuovo format “Parola a Bolle” e questa intervista a Filippo Poletti.

Filippo ha un modo unico di raccontare, capace di catturare l’attenzione al punto che sembra quasi fermare il tempo. Per questo credo che le aspettative verso “Parola a Bolle” siano davvero alte. Con lui ho trovato un punto in comune che mi è piaciuto molto: raccontare solo dopo aver vissuto. È lo stesso spirito che mi guida su questo blog, quando parlo di esperienze, locali, birrifici ed eventi.

Quindi non ti resta che rimanere sintonizzato, perché presto vedremo da vicino Bolle di Malto sui miei canali social. Intanto segna le date sul calendario, il 28, 29 e 30 agosto Biella diventa la capitale della birra artigianale.

E mi raccomando: bevi sempre consapevolmente!

Francesco

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FRANCESCO SELICATO

Beer Blogger per passione, amante della birra per vocazione. Sul mio blog racconto e trasformo qualsiasi birra nella migliore esperienza sensoriale possibile.

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