Quando si parla di Oktoberfest ĆØ quasi inevitabile pensare immediatamente a Monaco di Baviera, ai grandi tendoni pieni di persone e soprattutto a quei MaĆ da un litro che ogni anno diventano protagonisti di una delle feste più conosciute al mondo. Dietro lāimmagine fatta di brindisi, abiti tradizionali e milioni di litri di birra, però, cāĆØ una storia lunga oltre due secoli che racconta molto della Baviera e della sua cultura birraria.
Quella che oggi conosciamo come la più grande festa popolare del mondo nasce infatti in maniera molto diversa da come potremmo immaginare, perché nella sua prima edizione la birra non aveva ancora quel ruolo centrale che avrebbe conquistato negli anni successivi.
Oggi la festa continua a svolgersi sulla Theresienwiese, la grande area di Monaco che i bavaresi chiamano semplicemente Wiesn, attirando ogni anno milioni di persone provenienti da tutto il mondo. Inizia ogni anno a settembre, nonostante il nome possa trarre in inganno, il fatto che buona parte della manifestazione si svolga a settembre ĆØ ormai una tradizione consolidata.
⏳ Hai poco tempo? Ecco i 3 punti al volo:
- LāOktoberfest nasce nel 1810 per celebrare il matrimonio del principe Ludwig di Baviera con la principessa Therese e, inizialmente, la birra non era la protagonista della festa.
- Le birre della Wiesn sono cambiate nel tempo: dalle storiche Märzen ambrate si è passati alle attuali Oktoberfestbier, lager dorate, più scorrevoli e servite nel tradizionale Maà da un litro.
- Alla vera Oktoberfest possono essere servite soltanto le birre dei sei storici birrifici di Monaco: Augustiner, Hacker-Pschorr, Hofbräu München, Löwenbräu, Paulaner e Spaten.
Di cosa parliamo in questo articolo?
Storia dellāOktoberfest
Per trovare lāorigine dellāOktoberfest dobbiamo tornare al 1810, quando il principe ereditario Ludwig di Baviera, futuro re Ludwig I, sposò la principessa Therese di Sassonia-Hildburghausen. I festeggiamenti per il matrimonio culminarono il 17 ottobre con una grande corsa di cavalli organizzata su un prato che allāepoca si trovava fuori dalle porte della cittĆ e che, proprio in onore della sposa, prese il nome di Theresienwiese.
La festa piacque talmente tanto che lāesperienza venne riproposta negli anni successivi, iniziando lentamente un percorso che avrebbe trasformato quella celebrazione in qualcosa di completamente diverso. Nei primi anni non esistevano i grandi tendoni che conosciamo oggi e la birra non era ancora la protagonista assoluta, mentre nel corso dellāOttocento aumentarono progressivamente le occasioni per mangiare e bere e iniziarono a comparire le prime attrazioni.
Il passaggio verso lāOktoberfest moderna avvenne soprattutto nella seconda metĆ del secolo, quando i piccoli punti di mescita iniziarono a lasciare spazio a strutture sempre più grandi. Dal 1895 i principali birrifici cominciarono a costruire sale temporanee capaci di ospitare circa 1.500 persone e pochi anni dopo arrivarono i primi grandi tendoni, destinati a diventare uno dei simboli della festa.
Anche lāapertura con il celebre āOāzapft is!ā ĆØ in realtĆ una tradizione relativamente recente, perchĆ© soltanto dal 1950 spetta al sindaco di Monaco aprire ufficialmente la prima botte, dando il via alla mescita della birra.
La festa ĆØ cresciuta enormemente rispetto alle sue origini, ma non ha mai abbandonato la Theresienwiese e soprattutto quel legame con Monaco che rappresenta ancora oggi una parte fondamentale della sua identitĆ .
Le birre dellāOktoberfest
Parlare di Oktoberfest senza parlare delle sue birre sarebbe praticamente impossibile, ma proprio qui nasce uno degli aspetti più interessanti della festa, perché quello che troviamo oggi nei Maà non è esattamente la stessa birra che veniva bevuta più di un secolo fa.
Storicamente il nome maggiormente associato alla festa ĆØ quello della MƤrzen, una birra a bassa fermentazione che veniva tradizionalmente prodotta verso la fine della stagione brassicola e conservata al freddo durante i mesi più caldi. Era una birra più strutturata rispetto alle produzioni ordinarie, inizialmente scura e successivamente sempre più orientata verso tonalitĆ ambrate grazie anche allāevoluzione delle tecniche di maltazione.
Nel corso del Novecento il profilo delle birre servite alla Wiesn ĆØ però progressivamente cambiato, seguendo il gusto dei consumatori verso prodotti più chiari e facilmente bevibili. Le attuali Oktoberfestbier sono infatti lager dorate, con una gradazione generalmente superiore alle normali Helles monacensi, ma caratterizzate da una notevole facilitĆ di bevuta, elemento tuttāaltro che secondario considerando che vengono tradizionalmente servite nel MaĆ da un litro.
CāĆØ poi una regola fondamentale che distingue la vera Oktoberfest di Monaco dalle tantissime feste che ne riprendono il nome in giro per il mondo, perchĆ© alla Wiesn possono essere servite esclusivamente le birre dei sei birrifici tradizionali di Monaco ammessi alla manifestazione.
Parliamo di Augustiner, Hacker-Pschorr, HofbrƤu München, LƶwenbrƤu, Paulaner e Spaten, sei nomi e sei sorelle che rappresentano una parte importante della storia birraria della cittĆ e che producono le birre destinate alla festa rispettando i requisiti previsti. Il legame ĆØ talmente stretto che dal 1990 lāOktoberfest ĆØ riconosciuta come la āfesta della birra di Monacoā.
Nonostante le dimensioni raggiunte dallāOktoberfest, la birra servita durante la festa rimane quindi strettamente legata a Monaco, tanto che soltanto questi sei birrifici possono produrre le Oktoberfestbier destinate alla Wiesn.
Conclusioni
In oltre duecento anni lāOktoberfest ĆØ passata da una corsa di cavalli organizzata per celebrare un matrimonio reale alla più grande festa popolare del mondo, trasformandosi continuamente senza perdere il proprio legame con Monaco e con la cultura bavarese.
La birra, inizialmente quasi assente dalla storia della manifestazione, ne è diventata progressivamente uno dei simboli più riconoscibili, cambiando a sua volta nel bicchiere attraverso Märzen ambrate e le più chiare Oktoberfestbier che conosciamo oggi.
La Wiesn va quindi oltre lāimmagine delle grandi bevute e dei tendoni affollati, perchĆ© dentro quel MaĆ da un litro troviamo una parte della storia di Monaco, dellāevoluzione della birra a bassa fermentazione e di una tradizione che, dopo più di due secoli, continua ogni anno a riunire milioni di persone sullo stesso prato.
Mi raccomando: bevi sempre consapevolmente!
Francesco






