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Francesco selicato

Officine Birrai a Lecce, la birra artigianale è di casa

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Siamo a Lecce, a pochi passi dal centro, in un locale che, già entrando, lascia capire abbastanza chiaramente quale sia la sua direzione. Qui la birra viene pensata, prodotta e bevuta praticamente sotto lo stesso tetto.

Forse possiamo dire, nel senso più preciso del termine, che siamo in un vero brewpub. Poter bere una birra nel luogo in cui nasce cambia inevitabilmente il modo di avvicinarsi al bicchiere, soprattutto quando dietro non c’è soltanto la volontà di produrre, ma anche quella di raccontare un certo modo di intendere la cultura brassicola.

Officine Birrai è attivo a Lecce da diversi anni e, nel tempo, ha costruito un progetto che prova a mettere insieme mondi differenti. Birrificio, pub, cucina, pizzeria e uno spazio dedicato alla vendita delle birre convivono all’interno della stessa realtà.

Una formula che sulla carta potrebbe sembrare persino troppo ampia, ma che assume un significato diverso quando ci si accorge che il filo conduttore rimane sempre lo stesso.

Oggi racconto la storia di questo posto in ogni dettaglio… ovviamente con una buona birra. Ed è proprio da qui che voglio partire per raccontare Officine Birrai.

⏳ Hai poco tempo? Ecco i 3 punti al volo:

  • Officine Birrai è un brewpub nel cuore di Lecce dove birrificio, pub, cucina e pizzeria convivono in un progetto costruito attorno alla cultura della birra artigianale.
  • Le 22 spine alternano le produzioni di casa ad altre selezioni, con una filosofia basata su equilibrio, sperimentazione e bevibilità, senza inseguire le mode del momento.
  • La birra è protagonista anche in cucina, con ricette che utilizzano birra e trebbie negli impasti, offrendo un’esperienza completa che va oltre il semplice bicchiere. 

Di cosa parliamo in questo articolo?

Officine Birrai

Definire Officine Birrai semplicemente un pub sarebbe riduttivo, così come chiamarlo soltanto birrificio racconterebbe una parte del progetto, lasciando fuori tutto il resto.

Il concetto di officina, in fondo, funziona abbastanza bene per descriverlo, perché qui c’è continuamente qualcosa che viene prodotto, provato, trasformato o semplicemente raccontato.

Una delle prime cose che cattura subito la mia attenzione è il birrificio interno, visibile anche dalla sala, perché rende immediatamente evidente il legame tra quello che succede dietro gli impianti e quello che, qualche metro più avanti, finisce nei bicchieri.

Officine Birrai 2

Poi c’è il bancone in legno e qui, inevitabilmente, arriviamo alla parte che interessa maggiormente chi, come me, davanti a una batteria di spine difficilmente riesce a rimanere indifferente.

Le vie disponibili sono ventidue e permettono di alternare le produzioni di casa ad altre proposte di Birra Salento e Olmaia, trasformando il bancone in uno dei punti centrali dell’esperienza.

Ma sarebbe sbagliato pensare che tutto finisca lì.

Officine Birrai 1

Officine Birrai nasce infatti attorno a tre parole, birra, cibo e cultura, tre elementi che provano a convivere senza che uno debba necessariamente escludere gli altri. Nel corso degli anni il locale ha ospitato anche attività e momenti dedicati alla divulgazione brassicola, mentre la cucina ha costruito parte della propria identità proprio intorno alla birra.

Pizza, hamburger, taglieri, fritti, primi e piatti di carne permettono di vivere il locale anche semplicemente per cena, con diverse preparazioni nelle quali il mondo brassicolo entra direttamente nel piatto attraverso l’utilizzo della birra nelle ricette e delle trebbie negli impasti, a conferma di un progetto costruito intorno alla cultura della birra a 360 gradi.

La cena è iniziata con uno dei panini più in voga di Officine, il “The Queen Porchetta”, esageratamente abbondante, abbinato alla loro Double IPA Valchiria. La luppolatura è equilibrata e non eccessivamente “double”, una caratteristica che contraddistingue un po’ tutta la linea di Officine Birrai. Fare birra per il piacere di berla, mantenendo sempre l’equilibrio come filo conduttore, anche quando Kristi, publican e frontman della batteria alla spina, mi ha fatto provare la loro Fumé, una Rauch che, da amante di questo stile, ho trovato perfettamente piacevole. Siamo arrivati entrambi alla stessa conclusione, ogni birra è pensata per farti venire voglia di ordinare la seconda.

Tornando al menù, ad anticipare il panino ci hanno pensato le polpette di carne di Podolica, abbinate alla loro Italian Pils, la 31/10, un nome che ricorda una data particolare, il 31 ottobre 2018, giorno dell’apertura del locale.

Personalmente questa contaminazione tra birra e cibo, unita alla ricerca dell’equilibrio, la trovo interessante, perché permette alla birra di uscire dal solo bicchiere e diventare parte dell’identità complessiva del locale.

Le loro birre

Avevo già avuto modo di parlare di alcune produzioni in lattina di Officine Birrai, ma, come dicevo, trovarsi davanti alla loro batteria alla spina e vederle tutte davanti agli occhi permette di comprendere ancora meglio quale sia la strada intrapresa dal birrificio.

Quello che personalmente apprezzo è che non si sia scelto di costruire una linea inseguendo esclusivamente gli stili più richiesti del momento. Anzi, già dal modo in cui le birre sono disposte sull’impianto si percepisce la volontà di seguire una propria strada piuttosto che adeguarsi ai classici standard. D’altronde non è un caso se viene definita un’officina creativa.

Guardando le produzioni troviamo infatti molta Europa e, soprattutto, quella cultura brassicola tedesca che negli ultimi anni, fortunatamente aggiungerei, sta tornando a conquistare maggiore attenzione anche tra i bevitori italiani.

Ci sono birre che ormai rappresentano dei punti fermi della linea e altre che arrivano come novità, magari disponibili una sola volta o, se va bene, riproposte in futuro, ma senza alcuna certezza. Se c’è una cosa che, secondo me, vale davvero la pena fare è venire qui e trovarle tutte disponibili alla spina.

E, a proposito di novità, ho concluso la serata, ovviamente al bancone, con una Pastry Stout vaniglia, cannella e cioccolato, nella quale il carattere burroso e vanigliato è risultato persistente ma mai aggressivo, permettendomi di chiudere la degustazione in maniera davvero piacevole. Anche questa, tra l’altro, è una produzione limitata.

Stili diversi, gradazioni differenti e soprattutto un percorso che permette di passare dalla bevuta più immediata a qualcosa che richiede maggiore attenzione.

Quello che pochi conoscono è la vera filosofia produttiva di Officine Birrai, non cercare un’unica direzione, ma utilizzare il birrificio come una vera officina nella quale continuare a lavorare sulla birra.

Perché, alla fine, avere un impianto all’interno di un locale ha senso soprattutto quando quello strumento viene utilizzato per sperimentare, confrontarsi e continuare a mettere qualcosa di nuovo nel bicchiere.

Conclusioni

Quando parliamo di birra artigianale spesso concentriamo tutta l’attenzione sul prodotto. Analizziamo stili, luppoli, malti, fermentazioni e difetti, dimenticandoci però che una parte importante della cultura della birra nasce proprio nei luoghi in cui quella birra viene bevuta.

Avere un birrificio nel cuore di Lecce, a pochi passi dal centro storico, significa portare la produzione direttamente davanti alle persone, permettendo anche a chi magari non conosce la differenza tra una Rauchbier e una Tripel di entrare, ordinare qualcosa e ritrovarsi davanti una birra prodotta a pochi metri dal proprio tavolo.

Chi mi conosce sa bene che finisco sempre le mie serate al bancone, anzi, di solito non mi sposto mai. E avere di fronte qualcuno che di birra mastica, la conosce, la percepisce e, soprattutto, riesce a trasmettere nozioni e passione, non può che farti venire in mente una sola domanda: “Che mi fai assaggiare adesso?”.

Ed è proprio per questo che, da Officine Birrai, consiglio vivamente di rimanere al bancone per tutta la serata, perché ci sarà sempre qualcosa da condividere e qualche nuova esperienza da provare.

La cultura della birra artigianale non cresce soltanto spiegando cosa abbiamo dentro al bicchiere, cresce soprattutto quando riusciamo a mettere quel bicchiere nelle mani di qualcuno e gli facciamo venire voglia di scoprirne un altro.

Da questo punto di vista, Officine Birrai ha scelto il posto migliore in cui farlo, direttamente dentro casa propria.

E mi raccomando: bevi sempre consapevolmente!

Francesco

Immagine di FRANCESCO SELICATO

FRANCESCO SELICATO

Beer Blogger per passione, amante della birra per vocazione. Sul mio blog racconto e trasformo qualsiasi birra nella migliore esperienza sensoriale possibile.

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