La Zona Pub
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Francesco selicato

La Zona Pub, il pub artigianale che ha cambiato Vernole

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Chi mi segue sa bene che adoro le storie in cui i progetti maturano lentamente, prendono forma negli anni e riescono a cambiare il volto di un territorio grazie alla determinazione di chi ci ha creduto fino in fondo. Quella di oggi è proprio una di queste e racconta il percorso di due fratelli che hanno deciso di lasciare un segno concreto nel proprio paese.

Siamo nel cuore del Salento, a Vernole, un comune di circa seimila abitanti che per tanti anni è rimasto senza un luogo capace di creare vera socialità attorno a una buona birra e a un pub. Da questa mancanza nasce l’idea di La Zona Pub, un progetto che Stefano e Pierluca hanno iniziato a immaginare già nel lontano 2010, mettendo letteralmente le mani su un terreno che, con il passare degli anni, avrebbe preso una forma ben precisa. La strada, però, è stata lunga, fatta di esperienze, sacrifici e scelte che meritano di essere raccontate.

Oggi La Zona Pub è diventato un punto di riferimento non soltanto per Vernole, ma anche per tanti appassionati che arrivano dai paesi vicini alla ricerca di un locale con una propria identità, dove la birra, l’accoglienza e la voglia di stare insieme trovano finalmente lo stesso spazio.

Preparati a leggere fino in fondo, perché in questo articolo ti racconto tutto quello che ho vissuto durante una serata trascorsa da La Zona Pub.

Di cosa parliamo in questo articolo?

La Zona Pub

La Zona Pub ha aperto le sue porte nel 2023, ma la sua storia parte molto prima. Il primo tassello viene posato nel 2010, proprio in quella zona da cui il locale prende il nome. Un terreno enorme acquistato quando ancora il progetto esisteva soltanto nella testa di due fratelli e nella voglia di costruire qualcosa che a Vernole ancora mancava.

Da quel momento la vita è andata avanti, gli anni sono trascorsi e ognuno ha fatto le proprie esperienze lontano da casa, senza però perdere di vista un obiettivo comune. Da una parte Stefano, da sempre appassionato di ospitalità e accoglienza. Dall’altra Pierluca, autentico nerd della birra, una passione così forte da portarlo a diventare anche mastro birraio.

Nasce così La Zona Pub, con un’idea rimasta sempre la stessa fin dal primo giorno. Far bere bene le persone e costruire una vera cultura della birra nel territorio. Appena entri capisci subito che non è il classico pub nato per seguire una moda, qui viene quasi spontaneo chiederti cosa sei abituato a bere e, soprattutto, cosa potresti ancora scoprire. L’obiettivo è accompagnare il cliente senza imporre nulla, facendo crescere la curiosità sorso dopo sorso.

La Zona Pub - bancone

Anche la posizione racconta bene questo progetto, siamo in una zona centrale ma tranquilla, un luogo che invita naturalmente a rallentare i ritmi e a ritrovarsi con gli amici davanti a una buona birra. È uno di quei posti che sembrano esistere da sempre, anche se in realtà sono piuttosto giovani.

La cucina accompagna perfettamente questa filosofia con una proposta che spazia tra pizze, burger e secondi piatti pensati per soddisfare gusti differenti. Gli spazi non mancano, la sala interna ospita circa novanta coperti, mentre tra veranda esterna e terrazza panoramica si superano i cento posti all’aperto. Quest’ultima è uno degli angoli che ho apprezzato di più, perché permette di godersi la serata con una tranquillità che oggi non è così facile trovare.

C’è poi una sensazione che faccio fatica a spiegare, ma chi frequenta i locali con una certa continuità probabilmente la conosce bene. Ci sono posti in cui ti siedi e, dopo pochi minuti, pensi semplicemente “qui si sta bene”. Non dipende soltanto dall’arredamento, dal bancone in legno o dalle sedie comode, dipende dall’atmosfera che si respira, dall’accoglienza e da quell’equilibrio che rende naturale fermarsi una birra in più.

Una cosa che ho apprezzato molto è anche il loro payoff, “Zero Bonton”. Mi ha colpito perché racconta perfettamente l’anima de La Zona Pub. Zero regole imposte, zero schemi costruiti a tavolino e nessuna voglia di trasformare il pub in qualcosa di ingessato. Il pub, per come lo vivo e l’ho sempre vissuto anch’io, è un luogo vivo, spontaneo, dove le persone devono sentirsi libere di stare bene senza formalità. Questo messaggio si percepisce chiaramente appena entri e accompagna tutta l’esperienza nel locale. Non a caso Zero Bonton è diventato anche il nome dell’evento più rappresentativo organizzato da La Zona Pub, una manifestazione che avrò modo di raccontare meglio in un articolo dedicato perché merita davvero un approfondimento a parte.

Arriviamo però all’aspetto che incuriosisce ogni appassionato, la proposta brassicola. Qui la batteria di birre alla spina è davvero interessante e lascia piena libertà nella selezione. Le otto spine cambiano con regolarità, privilegiando i birrifici italiani senza rinunciare a qualche interessante incursione dall’estero. A queste si aggiungono circa trenta referenze in lattina, capaci di offrire un panorama molto ampio di stili e interpretazioni.

Pierluca, diventato nel frattempo birraio, non poteva certo rinunciare a lasciare la propria firma anche nel locale. Nasce così Beer Zona, una German Pils prodotta da loro e disponibile stabilmente alla spina. Con il passare del tempo è diventata la birra simbolo de La Zona Pub, quella che tanti clienti ordinano quasi d’istinto appena si siedono al tavolo.

Il locale, inoltre, si presta perfettamente a concerti, musica dal vivo e serate dedicate, occasioni che riescono a legarsi molto bene con il mondo della birra e con la voglia di stare insieme. La cosa che mi ha colpito più di tutte, però, è un’altra. Girando tra gli spazi mi sono accorto che qui ogni dettaglio racconta una scelta personale. Non ho avuto la sensazione di trovarmi davanti a un progetto costruito seguendo le tendenze del momento. Qui ogni elemento sembra essere nato dalla passione di chi lo ha immaginato, senza scorciatoie, senza ricette preconfezionate e con quella giusta dose di paura e coraggio che accompagna sempre chi decide di costruire qualcosa di proprio.

Conclusioni

Piacevolmente sono rimasto nel locale molto più del previsto, ben oltre le tre birre che avevo scelto di bere. Quando visito un pub mi piace fermarmi, osservare, ascoltare le conversazioni e cercare di capire quello che non viene detto apertamente. Perché, spesso, la vera identità di un locale si nasconde proprio tra una chiacchiera al bancone e il modo in cui le persone lo vivono.

Tornando a casa continuavo a pensare a una cosa. Siamo abituati a sentire storie di ragazzi che lasciano il proprio paese per cercare fortuna altrove, poi incontri persone come Stefano e Pierluca che fanno il percorso inverso. Tornano a casa e decidono di costruire proprio lì qualcosa che prima non esisteva. Se questo non è coraggio, allora probabilmente è quella sana follia che accomuna tanti imprenditori quando credono davvero in un’idea.

Mi raccontavano che il progetto era chiaro fin dall’inizio. Volevano realizzare un locale importante, qualcosa che lasciasse il segno nel territorio. Una scelta che porta con sé anche tanta responsabilità, perché quando alzi così tanto l’asticella basta davvero poco per deludere le aspettative.

Oggi La Zona Pub è diventato l’unico pub artigianale di Vernole e, soprattutto, un punto di ritrovo per tante persone che vivono qui e nei paesi vicini. È una sensazione che ho percepito durante tutta la serata, osservando il rapporto tra i clienti, i collaboratori e i titolari. Non ho visto semplici tavoli occupati, ma un posto che è entrato nelle abitudini di chi lo frequenta.

Personalmente credo che servano più realtà come questa, persone che scelgono di investire nelle proprie radici invece di cercare sempre altrove quello che potrebbero costruire nel luogo in cui sono cresciute. Stefano e Pierluca dimostrano che con passione, sacrificio e tanta determinazione anche i progetti più ambiziosi possono diventare realtà.

Se passi da Vernole, o più in generale ti trovi nel Salento, segnati La Zona Pub. Sono convinto che entrerai per bere una birra e finirai per fermarti molto più a lungo di quanto avevi programmato.

E mi raccomando: bevi sempre consapevolmente.

Francesco

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FRANCESCO SELICATO

Beer Blogger per passione, amante della birra per vocazione. Sul mio blog racconto e trasformo qualsiasi birra nella migliore esperienza sensoriale possibile.

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