Se stai leggendo questo articolo è molto probabile che, almeno una volta, tu ti sia fermato a guardare quel piccolo disco di cartone sotto al bicchiere di birra chiedendoti a cosa serva davvero. Il sottobicchiere da birra è una presenza fissa nei pub, ma raramente ci soffermiamo sulla sua storia. Eppure non nasce per caso, né esclusivamente per la birra. Dietro a questo oggetto solo apparentemente banale si nasconde un percorso curioso che parte da sale aristocratiche illuminate da candele e arriva dritto ai banconi dei pub di oggi.
Facciamo quindi un po’ di chiarezza e partiamo dall’inizio. Questo articolo nasce proprio per mettere luce sulla storia del sottobicchiere da birra, perché lo vediamo ogni sera al pub, lo usiamo senza pensarci e quasi mai ci chiediamo quale sia il suo vero utilizzo e da dove arrivi davvero.
⏳ Hai poco tempo? Ecco i 3 punti riassunti al volo:
- Il sottobicchiere nasce nel Settecento come supporto per far scorrere bottiglie di vino nei banchetti aristocratici, non per la birra.
- Nell’Ottocento passa dai coperchi in feltro ai dischetti in cartone, diventando più igienico e funzionale per l’uso nei pub.
- Oggi è parte integrante del servizio, protegge il bancone, valorizza la birra ed è anche oggetto di collezione e identità visiva.
Di cosa parliamo in questo articolo?
La storia del sottobicchiere da birra
La storia dei sottobicchieri comincia molto prima dell’Ottocento e, sorprendentemente, non ha nulla a che vedere con la birra. Nel Settecento, durante i banchetti dell’aristocrazia europea, venivano utilizzati piccoli vassoi, spesso realizzati in argento, legno o cartapesta, per far scorrere le bottiglie di vino lungo il tavolo. Quando la servitù non era presente, questo sistema permetteva ai commensali di passarsi la bottiglia senza alzarsi o compiere gesti considerati poco eleganti. Il movimento veniva chiamato coasted ed è proprio da qui che nasce il termine inglese drink coaster, ancora oggi usato per indicare il sottobicchiere.
Solo nel corso dell’Ottocento l’oggetto inizia a cambiare forma e funzione. In Germania compaiono i primi tappetini in feltro, utilizzati non solo come base d’appoggio ma anche come copertura del boccale, soprattutto quando la birra veniva consumata all’aperto. Servivano a proteggere la bevanda da insetti e impurità, tanto che presero il nome di Bierdeckel, ovvero coperchi per la birra spesso visti sui boccali della birra tedeschi. Una soluzione pratica, senza dubbio, ma tutt’altro che perfetta.
L’evoluzione nel tempo
Il problema principale dei primi sottobicchieri in feltro era legato all’igiene. Assorbivano umidità, trattenevano batteri e richiedevano spazio e tempo per essere asciugati e riutilizzati. Era evidente che servisse un’alternativa più semplice e funzionale. La svolta arriva intorno al 1880, quando iniziano a essere prodotti i primi sottobicchieri in cartone, più economici, igienici e facili da realizzare in grandi quantità. Poco dopo, un tipografo tedesco deposita un brevetto che descrive il processo di trasformazione della carta in dischetti circolari, gettando le basi della produzione industriale del sottobicchiere da birra.
Bisogna però attendere il Novecento per vedere il sottobicchiere da birra legato in modo definitivo al mondo dei pub. Intorno al 1920 un birrificio londinese intuisce il potenziale comunicativo di questo oggetto e decide di stamparvi sopra il proprio marchio. Da semplice accessorio, il sottobicchiere diventa così uno strumento di identità visiva e promozione. Inizialmente molti clienti lo usano ancora per coprire il bicchiere, ma con l’abbandono del feltro a favore del cartone e del legno, l’utilizzo sotto il bicchiere si impone in modo naturale. Da quel momento in poi, il sottobicchiere entra stabilmente nella cultura dei pub.
Lo scenario oggi
Oggi l’utilizzo del sottobicchiere da birra è parte integrante di un buon servizio di spillatura. Già dalla prima fase, quando il cliente si avvicina al bancone, entra in gioco una sorta di mise en place. Il sottobicchiere viene posizionato con il logo orientato verso il cliente, un gesto semplice che trasmette accoglienza, attenzione e valore per la birra che si sta per spillare.
Il sottobicchiere da birra è anche uno strumento estremamente funzionale. Raccoglie le goccioline di condensa che restano sotto il bicchiere e aiuta a mantenere il bancone pulito, evitando aloni e segni. Allo stesso tempo crea un contesto più ordinato ed elegante, dando alla birra il rispetto che merita anche visivamente.
Negli anni è nata anche una vera passione tra i collezionisti, che si divertono a raccogliere e conservare sottobicchieri provenienti da pub e birrifici di tutto il mondo. Un modo diverso di raccontare la birra, osservandola da una prospettiva fatta di grafica, identità e memoria.
Proprio da questa passione sono nati anche raccoglitori pensati appositamente per i sottobicchieri, utili per valorizzare le collezioni e proteggerle da polvere e umidità. Un piccolo segno di quanto questo oggetto, così semplice all’apparenza, abbia ormai un ruolo ben definito e riconosciuto nel mondo della birra.
Conclusioni
Oggi lo diamo per scontato. Lo spostiamo distrattamente, lo pieghiamo, lo scarabocchiamo o lo portiamo via come ricordo. Eppure il sottobicchiere da birra ha attraversato secoli, cambiato funzione e accompagnato l’evoluzione del nostro modo di bere. Da oggetto elegante usato per far scorrere bottiglie tra nobili annoiati a supporto indispensabile nei pub di tutto il mondo, è diventato anche oggetto da collezione e simbolo della cultura birraria.
La prossima volta che appoggerai il bicchiere su quel piccolo disco di cartone, saprai che non è lì per caso.
Ah, una cosa fondamentale. Se non vuoi far imbestialire un publican, la prossima volta per favore evita di sminuzzarlo in mille pezzi mentre stai bevendo una buona birra. È sempre cosa buona e giusta.
E mi raccomando: bevi sempre consapevolmente.
Francesco






