Birrificio Balabiòtt e Boia Brewing
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Francesco selicato

Birrificio Balabiòtt e Boia Brewing, due anime della stessa visione

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Parlare di Birrificio Balabiòtt e Boia Brewing significa raccontare una storia che nasce dalla provincia e riesce a parlare a due mercati diversi senza mai perdere coerenza. È una di quelle realtà che non nascono per inseguire una moda, ma per rispondere a un’esigenza concreta.

Siamo a Domodossola, in un territorio dove si trovava un po’ di tutto tranne una birra locale capace di rappresentarlo davvero. È qui che prende forma Balabiòtt, con un legame profondo con il territorio e con l’idea di creare qualcosa che parlasse davvero del luogo. Nel tempo arriva anche Boia Brewing, spinta dalla voglia di sperimentare, crescere e leggere il mercato con maggiore attenzione.

Due anime che oggi convivono sotto lo stesso tetto ma parlano linguaggi diversi. Balabiòtt presidia il mondo degli stili classici e identitari, mentre Boia Brewing intercetta un pubblico più moderno, curioso e abituato a muoversi tra IPA e luppoli più spinti.

Quella di Birrificio Balabiòtt e Boia Brewing non è una divisione forzata, ma una scelta strategica lucida, costruita nel tempo e sostenuta dall’esperienza, dall’ascolto del cliente e da una visione imprenditoriale molto chiara.

Vediamo insieme la storia di questo birrificio e il senso di una strategia che ha dato vita a due marchi distinti ma profondamente collegati.

Di cosa parliamo in questo articolo?

La vera storia del birrificio Balabiòtt e Boia Brewing

La storia inizia in modo semplice e molto concreto. Nel 2014 Michele e Matteo, dopo un anno passato a sperimentare ricette nella mansarda di Teo, decidono di fare il primo vero passo. Nasce così il primo impianto da 2,5 ettolitri, con due fermentatori da singola cotta, allestito all’interno di un’ex pasticceria a Domodossola.

È una partenza fatta più di entusiasmo che di certezze, come spesso accade a chi entra in questo mondo. Ci si lancia prima di essere davvero pronti, in un periodo in cui la birra artigianale era un susseguirsi di tentativi, errori e sperimentazioni. C’era però anche un forte senso di appartenenza. Vedere la birra locale arrivare nei rifugi delle Alpi e nei locali della zona significava costruire qualcosa che andava oltre il prodotto.

In quel primo periodo nascono le etichette di birre che ancora oggi raccontano l’identità del birrificio. Fiola, Sciura e Rabelott sono le prime tre birre, seguite nello stesso anno da 40Dì e Baiorda. Il riscontro cresce rapidamente, soprattutto nella provincia e nelle valli circostanti, tanto che nel 2015 arriva la prima svolta importante. Balabiòtt si sposta in una sede più grande, all’interno di un ex supermercato. Qui l’impianto cresce fino a una sala cottura più strutturata e a una cantina di fermentazione sempre più capiente.

Con il tempo cambiano molte cose. Entra Gianpaolo in società, arriva Moreno come mastro birraio e prende forma anche il progetto del Gastropub, che oggi rappresenta una vera linfa vitale per un birrificio che vuole ritagliarsi spazio nel mondo della birra. È un passaggio che valorizza ancora di più il progetto Balabiòtt sul panorama locale e crea le basi per una crescita più strutturata, la stessa che porterà in seguito anche allo sviluppo parallelo di Birrificio Balabiòtt e Boia Brewing.

Birrificio Balabiòtt e Boia Brewing-Sala-cottura

Oggi Balabiòtt è una realtà in continua trasformazione, dotata di una sala cotte da 24 ettolitri e di una cantina di fermentazione da circa 480 ettolitri, con una produzione che conta circa 18 etichette tra marchio proprio e produzioni per conto terzi.

La filosofia però rimane la stessa. Stili classici, birre leggibili e fortemente connesse al territorio. L’esempio più emblematico è la Red Ale con miele di castagno. Una birra che qualcuno potrebbe definire d’altri tempi, ma che sul mercato continua a funzionare in modo incredibile. Nessun competitor industriale diretto, un’identità forte e riconoscibile, una vera birra di bandiera capace di superare pregiudizi e mode restando attuale.

Birrificio Balabiòtt e Boia Brewing-Birre-Balabiòtt

È proprio da questa solidità che nasce la voglia di rimescolare le carte e fare qualcosa in più. Nel 2020 prende forma Boia Brewing. Un progetto parallelo, non una fuga in avanti, ma un’evoluzione naturale e uno sguardo più ampio sul mercato della birra in un periodo particolarmente delicato. Boia nasce in piena pandemia, intercettando un pubblico sempre più orientato verso il mondo delle IPA e dei luppoli. Se Balabiòtt rappresenta la tradizione e il legame con il territorio, Boia è il lato più provocatorio, comunicativo e attento ai trend.

Birrificio Balabiòtt e Boia Brewing-Boia

Il personaggio del Boia diventa subito il simbolo del brand. Un’immagine satirica e forte, costruita attorno a strumenti di tortura reali o leggendari, capace di sfidare le convenzioni e restare impressa. Le etichette sono dirette, impattanti e difficili da ignorare. Le birre seguono la stessa linea. Profili aromatici intensi, ma sempre equilibrati. Anche quando il linguaggio sembra estremo, nel bicchiere emergono precisione, controllo e grande bevibilità.

Birrificio Balabiòtt e Boia Brewing-boia-birre

Oggi Birrificio Balabiòtt e Boia Brewing viaggiano su volumi simili. Questo consente un controllo totale sulla produzione e sui consumi, ma soprattutto permette di mantenere alta la qualità senza snaturare i due progetti. Due mondi distinti che dialogano tra loro anche attraverso le taproom. Da una parte il Gastropub Balabiòtt, dall’altra la taproom Boia ad Arese, più piccola, nel centro storico, focalizzata esclusivamente sul marchio e aperta anche all’ospitalità di birrifici ospiti. Uno scambio continuo, tecnico e commerciale, che arricchisce entrambe le anime.

Conclusioni

Birrificio Balabiòtt e Boia Brewing sono la dimostrazione concreta che si può crescere senza perdere identità. Due progetti diversi, pensati per pubblici differenti, ma legati da una visione comune. Da una parte c’è la birra che parla il linguaggio del territorio, dall’altra quella che dialoga con i trend e con un pubblico più internazionale e amante dei luppoli.

La vera forza sta nella capacità di ascoltare il cliente, creare una simbiosi reale con chi beve le loro birre e migliorarsi costantemente. Qui la parte commerciale non viene vista come un male necessario, ma come uno strumento fondamentale per dare continuità e solidità al progetto.

La birra è popolare, va raccontata e va spinta nel modo giusto, e il filo conduttore resta sempre lo stesso. Equilibrio, identità e coerenza. È probabilmente questo il motivo per cui Birrificio Balabiòtt e Boia Brewing continuano a funzionare, ognuno nel proprio mondo, senza mai pestarsi i piedi.

La storia di questi ragazzi è fatta di tenacia ed energia e insegna una cosa fondamentale. Spesso bisogna iniziare prima di sentirsi davvero pronti e soprattutto dimostra che anche nel proprio piccolo, nel proprio territorio, si può fare una piccola rivoluzione e premere sull’acceleratore.

Alla nostra!

E mi raccomando: bevi sempre consapevolmente!

Francesco

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FRANCESCO SELICATO

Beer Blogger per passione, amante della birra per vocazione. Sul mio blog racconto e trasformo qualsiasi birra nella migliore esperienza sensoriale possibile.

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