Pub di Fiducia
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Francesco selicato

Cosa significa avere un proprio pub di fiducia

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(più veloce di una pinta)
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Ci sono locali che frequentiamo perché sono comodi, altri perché in quel momento vanno di moda, altri ancora perché sappiamo che lì troveremo una determinata birra, poi ce ne sono alcuni che con il passare del tempo iniziamo a considerare in maniera completamente diversa, tanto da arrivare a definirli, spesso senza pensarci troppo, il nostro pub di fiducia assumendo una categoria tutta loro.

È un’espressione che utilizziamo con una certa naturalezza, ma che secondo me racconta molto più di una semplice abitudine, perché quando diciamo di avere un pub di fiducia non stiamo indicando soltanto il posto nel quale andiamo più frequentemente, stiamo parlando di un luogo che ha conquistato una posizione precisa nella nostra quotidianità.

La cosa interessante è che questo rapporto raramente nasce perché abbiamo deciso che debba nascere, non scegliamo un locale pensando che da quel momento diventerà il nostro punto di riferimento, semplicemente iniziamo a frequentarlo e, serata dopo serata, qualcosa cambia.

Per capire perché accade credo però sia necessario allargare un po’ il discorso, perché il pub non nasce semplicemente come posto nel quale comprare e bere birra, dietro quel bancone c’è una storia molto più lunga che aiuta anche a comprendere perché ancora oggi alcuni locali riescano a diventare qualcosa di più di un’attività commerciale.

⏳ Hai poco tempo? Ecco i 3 punti al volo:

  • Un pub di fiducia non nasce necessariamente da una serata speciale, ma da tante esperienze normali che, con il tempo, trasformano un locale in un punto di riferimento.
  • La fiducia cresce quando conosciamo il locale, le persone che lo gestiscono e sappiamo quale tipo di esperienza troveremo ogni volta che attraversiamo quella porta.
  • La birra resta centrale, ma sono le persone, i ricordi e tutto ciò che succede intorno al bancone a trasformare un semplice pub in un posto che sentiamo anche un po’ nostro. 

Un cenno sulla storia dei pub

La stessa parola pub deriva da “public house” e già questo dovrebbe suggerirci qualcosa, perché prima ancora di diventare il locale che oggi associamo immediatamente a spine, banconi e pinte, la public house era soprattutto uno spazio pubblico nel quale le persone potevano incontrarsi, bere, mangiare, parlare e trascorrere del tempo insieme.

Nel corso dei secoli forme, abitudini e modalità di consumo sono inevitabilmente cambiate, ma una parte di quella funzione sociale è rimasta sorprendentemente riconoscibile, soprattutto nella cultura britannica e irlandese, dove il pub ha rappresentato per generazioni uno dei luoghi della vita quotidiana della comunità.

Non era necessario avere un’occasione particolare per andarci, così come non serviva organizzare una serata settimane prima, si entrava perché quello era uno dei luoghi nei quali la vita del quartiere o del paese semplicemente accadeva, con persone di età, professioni e storie differenti che finivano per condividere lo stesso spazio.

Naturalmente sarebbe sbagliato prendere quel modello storico e trasferirlo senza differenze nel pub italiano contemporaneo, perché cultura, consumo e socialità hanno seguito percorsi differenti, tuttavia credo che una parte dell’idea originaria sia sopravvissuta anche da noi.

Pub di Fiducia 2

I pub che hanno accompagnato intere generazioni non sono rimasti nella memoria esclusivamente per quello che avevano alla spina, sono diventati luoghi di ritrovo, punti di partenza e di arrivo delle serate, posti nei quali sapevi di poter incontrare qualcuno anche senza averlo chiamato prima.

Io stesso, prima ancora di lavorarci per tanti anni, ho conosciuto il pub in questo modo, come un luogo nel quale la birra aveva certamente un ruolo centrale, ma intorno a quella birra succedeva molto altro.

Questo uno degli aspetti che rischiamo di perdere quando raccontiamo il pub soltanto attraverso prodotti, stili birrari e tap list, perché finiamo per descrivere perfettamente quello che viene versato nel bicchiere dimenticandoci di raccontare quello che succede intorno.

Perché diventa pub di fiducia

Un pub di fiducia non nasce necessariamente da un colpo di fulmine, anzi credo che nella maggior parte dei casi il rapporto si costruisca esattamente al contrario, attraverso una serie di serate assolutamente normali che, sommandosi, iniziano a dare a quel posto un significato diverso.

La prima volta osservi il locale, scegli cosa bere e valuti quello che hai davanti come faresti in qualsiasi altro posto, poi torni una seconda volta, magari perché ti eri trovato bene o semplicemente perché era comodo, e lentamente inizi a conoscere qualcosa in più.

Dopo un po’ non hai più bisogno di guardare ogni dettaglio, perché sai già cosa aspettarti, conosci il carattere del locale, hai capito quali sono le serate più tranquille e quelle più movimentate, riconosci chi lavora dietro al bancone e inizi persino ad avere una tua maniera di vivere quello spazio.

Credo che il passaggio fondamentale sia proprio questo, un pub diventa di fiducia quando smettiamo di valutarlo ogni volta come se fosse la prima.

Non significa abbassare le aspettative o perdonare qualsiasi errore, significa avere ormai una quantità sufficiente di esperienze per sapere che quel posto ci rappresenta e che, nella maggior parte delle occasioni, troveremo quello che stiamo cercando.

C’è anche una forma di fiducia molto concreta nei confronti di chi gestisce il locale, perché con il tempo impariamo a conoscere il modo in cui viene selezionata e trattata la birra, sappiamo che un consiglio non nasce necessariamente dalla necessità di venderci qualcosa, iniziamo a capire la filosofia che c’è dietro determinate scelte e possiamo permetterci persino di ordinare qualcosa che non conosciamo affidandoci a chi abbiamo davanti.

Allo stesso tempo si accumulano esperienze che con il prodotto hanno poco a che fare, una serata iniziata senza programmi, una persona incontrata per caso, una discussione al bancone, una partita vista insieme oppure semplicemente quelle ore nelle quali non è successo assolutamente nulla di memorabile, ma siamo stati bene.

È probabilmente questa normalità a costruire il rapporto più forte, perché un pub di fiducia non deve necessariamente sorprenderci ogni volta che entriamo, deve riuscire a essere un posto nel quale abbiamo voglia di tornare anche quando non stiamo cercando una serata speciale.

Pub di Fiducia 3

Con il tempo iniziamo così ad associare quel locale a una parte della nostra vita, cambiano le persone che frequentiamo, cambiano le birre, magari cambiano persino alcuni elementi del pub stesso, ma rimane quella sensazione di continuità che ci permette di riconoscerlo ancora come uno dei nostri punti di riferimento.

Ed è qui che per me la parola “fiducia” assume il suo significato più interessante, perché non riguarda soltanto la qualità del servizio, riguarda la certezza di sapere più o meno che tipo di esperienza troveremo attraversando quella porta.

Il ruolo della birra

Arrivati a questo punto potrebbe sembrare quasi che la birra sia diventata secondaria, ma sarebbe una conclusione completamente sbagliata, perché se è vero che un pub può diventare importante per tantissimi motivi diversi, è altrettanto vero che la birra rimane uno degli elementi attorno ai quali tutto questo ha iniziato a prendere forma.

Personalmente ho sempre pensato che un buon pub debba avere una propria identità birraria, che non significa necessariamente avere decine di spine, inseguire continuamente la novità oppure proporre soltanto prodotti difficili da trovare, significa piuttosto sapere cosa si vuole mettere nel bicchiere del cliente e soprattutto perché.

Nel pub di fiducia questa identità diventa ancora più importante, perché frequentando lo stesso posto nel tempo impariamo anche a conoscerne le scelte, sappiamo se troveremo una determinata attenzione verso alcuni birrifici, se la proposta cambierà frequentemente oppure se ci saranno birre che rappresentano quasi dei punti fermi.

La birra diventa così parte integrante del linguaggio del locale.

Ci sono pub che ricordo ancora oggi attraverso determinate pinte, non necessariamente perché fossero le birre più rare o tecnicamente più complesse che abbia mai bevuto, ma perché erano quelle che in quel momento associavo a quel bancone, a quelle persone e a quella fase della mia vita.

Questo per me è un passaggio importante, perché tendiamo spesso a valutare una birra isolandola completamente dal contesto, mentre l’esperienza reale del bere avviene quasi sempre dentro un momento preciso, con un ambiente intorno e con uno stato d’animo che inevitabilmente contribuisce al ricordo che conserveremo.

Una grande selezione può certamente essere il motivo per cui scopriamo un locale, una birra particolare può convincerci a entrarci per la prima volta, ma per trasformarlo nel nostro pub di fiducia serve che quella proposta riesca a diventare coerente con tutto il resto.

Serve che la birra sia trattata bene, che venga raccontata quando è necessario e lasciata semplicemente bere quando non serve aggiungere altro, perché anche la capacità di non trasformare ogni pinta in una lezione fa parte, secondo me, della cultura di un buon pub.

Dopo anni passati professionalmente in questo mondo continuo a essere convinto che la birra sia fondamentale, ma proprio perché la considero importante non credo debba essere utilizzata per oscurare tutto quello che rende il pub un luogo diverso da un semplice punto vendita.

La birra porta le persone al bancone, ma è quello che succede intorno a quel bancone a determinare quale posto occuperà quel locale nei loro ricordi.

Conclusioni

Forse sentirsi a casa in un pub significa proprio arrivare al punto in cui non abbiamo più bisogno di domandarci perché continuiamo a frequentarlo, perché quel locale è ormai entrato naturalmente nelle nostre abitudini e ha accumulato abbastanza serate, persone e ricordi da avere per noi un significato che va oltre ciò che consumiamo.

Un pub di fiducia non deve essere il migliore della città e probabilmente non avrebbe nemmeno senso provare a stabilirlo attraverso una classifica, deve essere semplicemente quel posto nel quale sappiamo di poter entrare senza avere bisogno di un motivo particolare.

Possiamo andarci per assaggiare una birra appena arrivata, per incontrare qualcuno, per passare una serata con gli amici oppure semplicemente perché abbiamo voglia di sederci al bancone, e proprio questa possibilità di viverlo in modi diversi è forse ciò che lo rende realmente nostro.

Se guardiamo anche alla storia del pub, in fondo, non siamo poi così lontani dalla sua funzione più antica, cambiano le birre, cambiano i locali e cambia inevitabilmente il modo in cui trascorriamo il nostro tempo, ma continua a esistere il bisogno di avere luoghi nei quali incontrarsi senza che debba esserci necessariamente un’occasione.

Per questo quando penso al concetto di pub di fiducia non penso soltanto alla familiarità o all’abitudine, penso soprattutto a un luogo che nel tempo è riuscito a conquistarsi uno spazio nella nostra vita senza aver mai avuto bisogno di chiederlo.

E forse sentirsi a casa in un pub è semplicemente questo, entrare per bere una birra e accorgersi, dopo parecchio tempo, che nel frattempo quel posto è diventato anche un po’ nostro.

E mi raccomando: bevi sempre consapevolmente!

Francesco

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FRANCESCO SELICATO

Beer Blogger per passione, amante della birra per vocazione. Sul mio blog racconto e trasformo qualsiasi birra nella migliore esperienza sensoriale possibile.

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