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Francesco selicato

Viaemilia Gluten Free, stessa ricetta e una certezza in più

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Quando parliamo di birre gluten free, il primo pensiero va quasi inevitabilmente a un prodotto nato appositamente per rispondere alle esigenze di chi deve eliminare il glutine dalla propria alimentazione.

Negli ultimi anni, però, questo segmento è cambiato parecchio. L’offerta è cresciuta e, soprattutto, è aumentata l’attenzione dei birrifici nel riuscire a proporre birre senza glutine che mantengano una propria identità, senza far percepire questa caratteristica come un compromesso nel bicchiere.

La storia della birra Viaemilia di Birrificio del Ducato parte però da un punto ancora diverso.

La storica Italian Pilsner del birrificio emiliano ha infatti ottenuto la certificazione gluten free SGS, con un contenuto di glutine inferiore a 10 ppm. La cosa interessante è che per raggiungere questo risultato non è stata cambiata la ricetta.

Viaemilia era già così. Oggi, semplicemente, c’è una certificazione indipendente che lo attesta ufficialmente.

⏳ Hai poco tempo? Ecco i 3 punti al volo:

  • Viaemilia, storica Italian Pilsner di Birrificio del Ducato, ha ottenuto la certificazione gluten free SGS con un contenuto di glutine inferiore a 10 ppm.
  • Per ottenere la certificazione non è stata modificata la ricetta, quindi Viaemilia mantiene malto d’orzo, luppolo Tettnang e il profilo che negli anni ne ha costruito l’identità.
  • La certificazione aggiunge una garanzia verificabile a una birra già esistente, mostrando come una gluten free possa essere scelta prima di tutto per la birra che è, senza essere percepita come un compromesso. 

Lo scenario delle birre gluten free

Per capire perché questa notizia sia interessante dobbiamo fare un piccolo passo indietro.

La birra tradizionalmente viene prodotta utilizzando cereali contenenti glutine, primo fra tutti l’orzo. E proprio il malto d’orzo rimane uno degli ingredienti fondamentali anche di moltissime birre che oggi possono riportare la dicitura senza glutine. Questo perché, quando si parla di gluten free, non significa necessariamente parlare di una birra prodotta senza utilizzare cereali contenenti glutine. Ciò che conta ai fini della dicitura è la quantità di glutine presente nel prodotto finale.

La normativa europea stabilisce infatti che un alimento possa essere indicato come “senza glutine” quando il contenuto non supera i 20 mg/kg, equivalenti a 20 ppm. Nel caso della Viaemilia si è andati ancora oltre, perché la certificazione SGS attesta un contenuto inferiore a 10 ppm. È un aspetto interessante anche dal punto di vista della cultura birraria.

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Per molto tempo la birra senza glutine è stata percepita soprattutto come una categoria separata, scelta principalmente per necessità. Oggi la direzione può essere differente. Prima viene la birra, con il suo stile, la sua ricetta e la sua identità. Poi c’è una caratteristica ulteriore che permette a quel prodotto di essere accessibile anche a chi cerca una birra gluten free.

Viaemilia Gluten Free

Viaemilia non è certamente una nuova arrivata in casa Ducato. È stata la prima birra prodotta dal Birrificio del Ducato, nato nel 2007, ed è diventata negli anni una delle etichette più rappresentative del birrificio. Lo stesso Ducato la presenta come la Italian Pilsner italiana con più riconoscimenti ottenuti nei principali concorsi internazionali.  

Parliamo di una birra a bassa fermentazione da 5% vol., prodotta con malto d’orzo Pilsner e caratterizzata dall’utilizzo di luppolo Tettnang Tettnanger. Il dry hopping contribuisce al suo caratteristico profilo floreale ed erbaceo, accompagnato da ricordi di miele d’acacia e da un amaro discreto.  

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Chi conosce Viaemilia continuerà quindi a trovare la stessa birra, non è stata sviluppata una nuova versione gluten free e non è stata modificata la ricetta originale per poter raggiungere la soglia richiesta. È questo, secondo me, l’elemento più interessante dell’intera operazione.

Quello che cambia è la presenza di una certificazione di prodotto rilasciata da SGS. Il percorso di verifica ha riguardato le materie prime, il processo produttivo e il prodotto finito, arrivando a certificare un contenuto di glutine inferiore a 10 ppm. La certificazione numero IT26/00000912 sarà inoltre sottoposta a controlli periodici.  

Una garanzia che permette al birrificio di comunicare in maniera chiara e verificabile qualcosa che, fino a questo momento, faceva già parte delle caratteristiche della birra.

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Come ha spiegato Marco Maccioni, Direttore di Stabilimento di Birrificio del Ducato, la certificazione rappresenta per l’azienda anche un modo per rafforzare il lavoro svolto sul controllo della qualità e rendere più trasparenti verso il consumatore i processi applicati lungo la filiera produttiva.  

Il marchio della certificazione SGS è già presente sul nuovo packaging della Viaemilia, che continua a essere distribuita nei consueti canali del birrificio.  

Conclusioni

La cosa che trovo più interessante in questa storia è proprio ciò che non è cambiato: Viaemilia continua a essere Viaemilia.

Stessa ricetta, stesso malto d’orzo, stesso lavoro sul Tettnang e quella combinazione di note floreali, erbacee e leggermente mielate che negli anni ne ha costruito l’identità.

La certificazione gluten free non crea quindi una nuova Viaemilia, ma aggiunge una garanzia a quella che già conoscevamo.

La vera direzione più interessante è questa quando parliamo di birra senza glutine. Non pensare necessariamente a un prodotto alternativo o a una birra costruita attorno a una rinuncia, ma arrivare al punto in cui possiamo scegliere prima di tutto una buona birra.

E scoprire, magari solo dopo, che è anche gluten free.

E mi raccomando: bevi sempre consapevolmente.

Francesco

Articolo realizzato in collaborazione con Birrificio del Ducato

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FRANCESCO SELICATO

Beer Blogger per passione, amante della birra per vocazione. Sul mio blog racconto e trasformo qualsiasi birra nella migliore esperienza sensoriale possibile.

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